LE GOÛT ÉTRANGER, FAÇON DE LA CHINE

Pubblicato il 12 maggio 2026 alle ore 15:17

Mirum Musicis Ensemble

LE GOÛT ÉTRANGER, FAÇON DE LA CHINE”

 

Antiqua 2026

14 maggio

Chiesa di S. Raffaele Arcangelo

S. Raffaele Alto ore 21,15

Antiqua 2026 invita il suo pubblico al prossimo appuntamento che si terrà il 14 maggio, alle 21.15, a San Raffaele Cimena (To), presso la chiesa di San Raffaele Arcangelo, in via Maestra, a San Raffaele Alto. Mirum Musicis Ensemble” proporrà “Le Goût Étranger, Façon De La Chine” con l’utilizzo di un affascinante strumento tradizionale cinese: il gu zheng, gu zheng.

Interpreti: 

Xiaoyu Zhao, gu zheng, gu zheng, (strumento della tradizione cinese) 

Luca Taccardi, viola da gamba Eva Carazzòlo, clavicembalo

Nota di sala:

La musica cinese tradizionale e le Goût Étranger al tempo di Luigi XIV. Concerto di melodie della tradizione cinese accostate al gusto esotico delle musiche di Couperin, Marais e di altri compositori francesi del XVIII Secolo.

Il programma, illustrato da brevi commenti, dura complessivamente un’ora circa.

Nell'epoca di Luigi XIV, l'incontro tra l'Oriente e l'Occidente trovò il suo culmine nella musica grazie all'affascinante eredità dei missionari gesuiti. Matteo Ricci e Joseph-Marie Amiot furono figure chiave nell'apertura di porte allo scambio culturale tra Europa e Cina, con particolare attenzione alla musica.

Ma non fu così facile. A causa dell'interdizione cinese agli stranieri, Ricci dovette trascorrere oltre dieci anni a Macao, studiando la lingua e i costumi locali, vestendo gli abiti di un bonzo. Fino a guadagnare nel 1601 la fiducia delle autorità cinesi e finalmente a entrare a Pechino.

Grazie all'infaticabile dedizione di Ricci, circa centocinquant'anni dopo, il gesuita Joseph-Marie Amiot entrò in Cina senza problemi, accompagnato da due gesuiti cinesi (uno dei quali morì durante il viaggio), e arrivò a Macao nel 1750. I gesuiti di Pechino lo annunciarono all'imperatore Qianlong, il quale ordinò che fossero condotti nella capitale, che raggiunse nel 1751.

Compositori francesi come Marin Marais e François Couperin contribuirono significativamente a diffondere influenze musicali provenienti dall'Oriente.

La raccolta "Les Nations Quatrième livre" di Couperin, con il brano "Les Chinois" rispecchia l'interesse crescente per l'esotismo e l'orientalismo nell'epoca di Luigi

XIV. Questi incontri musicali rappresentarono un'opportunità unica per unire mondi lontani.

L'eredità dei missionari gesuiti continua a vivere nelle opere e nelle composizioni che combinano elementi musicali europei e cinesi, ispirando gli artisti contemporanei. La musica è uno strumento potente per la comprensione reciproca tra culture diverse, segnando un'impronta indelebile sulla nostra società globale.

Il guzheng è uno strumento musicale tradizionale cinese a corde con una storia di oltre 2.500 anni. Originario dell'antica Cina, durante le dinastie Tang e Song, divenne uno strumento di corte prestigioso ed era insegnato nelle scuole imperiali. Oggi, il guzheng è ampiamente diffuso ed è utilizzato in una varietà di generi musicali in tutto il mondo. È un simbolo della ricca tradizione musicale cinese.

Ingresso gratuito.

Per informazioni o prenotazioni scrivere a segreteria@accademiadelricercare.com o accademiadelricercare@gmail.com oppure consultare il sito web https://accademiadelricercare.com/.

I concerti di Antiqua 2026 sono accompagnati da un piccolo allestimento d’arte realizzato dall’Associazione “La Voce dei Venti” (https://lavocedeiventi.com/).

Programma:

Un brano del folklore cinese

-M. Amiot (Tolone 1718 - Pechino 1793)

“Suite de la pleine Lune”

 

M. Marais (1656-1728)

“L’Arabesque”, “La Rêveuse”, “Le Badinage”

 

F. Couperin (1668-1733)

“Les chinois”

 

J.Ph. Rameau (1683-1764)

“Les Sauvages”

 

A. Forqueray (1672-1745)

"La Portugaise"

 

F. Couperin (1668-1733)

“Les Barricades Mystérieuses”

 

Tre brani del folklore cinese

 

M. Marais (1656-1728)

“Les Folies d’Espagne”