“UN CALICE DI ERBALUCE”: antologia sul vino | Edizioni Pedrini

Pubblicato il 27 marzo 2026 alle ore 22:12

“UN CALICE DI ERBALUCE”

Edizioni Pedrini

Un calice di Erbaluce: racconti, territorio e visioni condivise.

Da un’idea dell’autrice e giornalista Debora Bocchiardo


Nel cuore del Canavese, dove le colline raccontano storie antiche e le vigne disegnano il paesaggio come una partitura, nasce un progetto editoriale che profuma di terra, tradizione e immaginazione.
Edizioni Pedrini celebra uno dei simboli enogastronomici più rappresentativi del territorio torinese con un’antologia dal titolo evocativo: “Un calice di Erbaluce”.

Non si tratta semplicemente di una raccolta di racconti, ma di un invito a immergersi in un universo fatto di sapori, memoria e suggestioni.

L’Erbaluce, vitigno autoctono capace di esprimersi in forme diverse, diventa qui metafora narrativa: un filo conduttore che unisce voci, stili e sensibilità differenti.

Ogni autore sarà chiamato a interpretare questo tema secondo la propria visione, lasciando che il vino si trasformi in simbolo, in atmosfera, in presenza viva tra le righe. Perché un calice non è mai solo un oggetto: è un gesto, un incontro, una promessa.

La forza dell’iniziativa risiede proprio nella sua apertura: racconti diversi per tono e struttura, capaci di esplorare il significato più profondo della convivialità.
Il brindisi, dopotutto, è uno dei rituali più antichi e universali: un momento sospeso in cui il tempo sembra fermarsi e lo sguardo si rivolge al futuro con fiducia.

In questo senso, “Un calice di Erbaluce” si propone come un vero e proprio calice di ottimismo: un gesto collettivo di narrazione che restituisce valore alla condivisione, alla lentezza, alla bellezza dei legami.

E forse, in un’epoca segnata da frammentazione e velocità, raccontare il vino significa anche raccontare il bisogno umano di ritrovarsi.

Locandina antlogia Un calice di erba luce

Linee guida per partecipare
Gli autori interessati potranno contribuire con un racconto originale che rispetti alcune semplici indicazioni:
 • Lunghezza massima: 13.000 battute (spazi inclusi)
 • Presenza obbligatoria della frase: “Un calice di Erbaluce”
 • Possibilità di sviluppare il tema attraverso tre declinazioni:
 classico
 • fermo
 • passito

Queste varianti non sono solo tecniche enologiche, ma veri e propri registri espressivi: ciascuna può suggerire un tono narrativo diverso, una luce differente, un’emozione specifica.

Scadenze e contatti
La consegna dei testi è fissata al 30 giugno 2026.
Il volume prenderà forma al raggiungimento di almeno 20 adesioni, trasformando il progetto in un’opera corale.

Per partecipare o ricevere ulteriori informazioni:
 • Email: deborabocchiardo@gmail.com
 • Sito ufficiale: https://www.edizionipedrini.com/

Scrivere per questa antologia significa fare qualcosa di semplice e raro allo stesso tempo: fermarsi, ascoltare, trasformare un’esperienza sensoriale in racconto.

È un invito a versare parole come vino, a lasciare che il tempo della scrittura maturi lentamente, e a condividere  con lettori sconosciuti ma affini, un frammento di visione.
Perché ogni storia, come ogni buon vino, esiste davvero solo quando viene condivisa.