
“UN CALICE DI ERBALUCE”
Edizioni Pedrini
Un calice di Erbaluce: racconti, territorio e visioni condivise.
Da un’idea dell’autrice e giornalista Debora Bocchiardo
Nel cuore del Canavese, dove le colline raccontano storie antiche e le vigne disegnano il paesaggio come una partitura, nasce un progetto editoriale che profuma di terra, tradizione e immaginazione.
Edizioni Pedrini celebra uno dei simboli enogastronomici più rappresentativi del territorio torinese con un’antologia dal titolo evocativo: “Un calice di Erbaluce”.
Non si tratta semplicemente di una raccolta di racconti, ma di un invito a immergersi in un universo fatto di sapori, memoria e suggestioni.
L’Erbaluce, vitigno autoctono capace di esprimersi in forme diverse, diventa qui metafora narrativa: un filo conduttore che unisce voci, stili e sensibilità differenti.
Ogni autore sarà chiamato a interpretare questo tema secondo la propria visione, lasciando che il vino si trasformi in simbolo, in atmosfera, in presenza viva tra le righe. Perché un calice non è mai solo un oggetto: è un gesto, un incontro, una promessa.
La forza dell’iniziativa risiede proprio nella sua apertura: racconti diversi per tono e struttura, capaci di esplorare il significato più profondo della convivialità.
Il brindisi, dopotutto, è uno dei rituali più antichi e universali: un momento sospeso in cui il tempo sembra fermarsi e lo sguardo si rivolge al futuro con fiducia.
In questo senso, “Un calice di Erbaluce” si propone come un vero e proprio calice di ottimismo: un gesto collettivo di narrazione che restituisce valore alla condivisione, alla lentezza, alla bellezza dei legami.
E forse, in un’epoca segnata da frammentazione e velocità, raccontare il vino significa anche raccontare il bisogno umano di ritrovarsi.
Linee guida per partecipare
Gli autori interessati potranno contribuire con un racconto originale che rispetti alcune semplici indicazioni:
• Lunghezza massima: 13.000 battute (spazi inclusi)
• Presenza obbligatoria della frase: “Un calice di Erbaluce”
• Possibilità di sviluppare il tema attraverso tre declinazioni:
• classico
• fermo
• passito
Queste varianti non sono solo tecniche enologiche, ma veri e propri registri espressivi: ciascuna può suggerire un tono narrativo diverso, una luce differente, un’emozione specifica.
Scadenze e contatti
La consegna dei testi è fissata al 30 giugno 2026.
Il volume prenderà forma al raggiungimento di almeno 20 adesioni, trasformando il progetto in un’opera corale.
Per partecipare o ricevere ulteriori informazioni:
• Email: deborabocchiardo@gmail.com
• Sito ufficiale: https://www.edizionipedrini.com/
Scrivere per questa antologia significa fare qualcosa di semplice e raro allo stesso tempo: fermarsi, ascoltare, trasformare un’esperienza sensoriale in racconto.
È un invito a versare parole come vino, a lasciare che il tempo della scrittura maturi lentamente, e a condividere con lettori sconosciuti ma affini, un frammento di visione.
Perché ogni storia, come ogni buon vino, esiste davvero solo quando viene condivisa.