Maria Luisa Mosele: "Un padre bugiardo"

Pubblicato il 2 febbraio 2026 alle ore 15:37

UN PADRE BUGIARDO romanzo di Maria Luisa Mosele - Morellini editore

 

“Un padre bugiardo” è un viaggio misterioso nelle pieghe del passato di Sofia.
Presente e passato si alternano, sulle note di Contessa nei mitici anni Settanta e attraverso l’eco degli eroi della Seconda Guerra Mondiale.
Cosa rimane di un legame quando inaspettata arriva la morte e cancella la possibilità di pronunciare parole mai dette?
Quanto possono essere distruttivi i segreti e i silenzi che regnano tra le mura domestiche?
Questi sono gli interrogativi che martellano la testa di Sofia mentre si muove come un’ombratra le stanze della casa dov’è nata e rovista in ogni angolo alla ricerca della verità.


Nell’estate del 1985, a causa della morte dei genitori in un incidente stradale, Sofia è costretta a tornare a Cerrina Monferrato, nella casa dalla quale era fuggita dieci anni prima.
Fino a quel momento aveva vissuto nell’illusione di essere riuscita a cancellare il passato.
Ma ecco che un giorno, per caso, il passato la riacciuffa e la costringe a fare i conti con sé stessa.

La scrittrice Maria Luisa Mosele

Tra quelle mura aleggia il fantasma di Adelio, un padre autoritario, un ex militare, uomo inflessibile, la cui vita, in realtà, cela tracce enigmatiche. Sofia scoprirà segreti inconfessabili sulla sua famiglia.

Troverà lettere nascoste, movimenti di denaro destinati a una donna misteriosa, foto, documenti riservati e tutta una serie di indizi che la porteranno lungo un percorso di rielaborazione del passato, che la cambierà per sempre.

È il suo nostos.


Frammenti di ricordi riaffiorano e la Sofia adolescente ritorna tra le pareti di una casa vissuta come una caserma, dove vigevano regole ferree, dove ridere e scherzare non era ammesso, dove si era sentita solo un ospite.
Nella mente riappare la ragazzina che chiedeva aiuto, che faceva di tutto per essere vista e ascoltata da Adelio, ma che otteneva sempre e soltanto la stessa risposta: «Questa è casa mia e tu fai quello che dico io».


Lei è una ragazza degli anni Settanta che sogna la libertà e lui, invece, è un ex marinaio, un eroe di guerra, che vuole imporle il suo rigore morale, all’insegna dei principi di “Dio, Patria e famiglia”.

Lei non vuole essere una ragazza di buona famiglia dal destino già scritto da suo padre. Lo scenario si allarga al conflitto generazionale in un momento storico segnato da una profonda trasformazione, che nasce dal desiderio di emancipazione femminile in una società ancora profondamente patriarcale.

Padre e figlia vivono nel loro nucleo familiare lo scontro ideologico che si consuma per le strade in quegli anni.

Copertina libro e macchina da scrivere

Dalla ribellione giovanile all’amore nascosto, la storia di Sofia s’intreccia con il contesto
politico-culturale dell’epoca: sono gli anni del terrorismo, delle università occupate, di Lotta Continua. E proprio di un giornalista d’assalto di Lotta Continua Sofia s’innamora.


Queste immagini vivono tra le pagine insieme a De André e Guccini, tra le righe riecheggiano le note di Contessa, la Guerra di Piero, Ma chi ha detto che non c’è.


Così come si sente anche l’eco della Seconda Guerra Mondiale, epoca in cui Adelio giovane sommergibilista aveva combattuto per la Patria.

Libri di Maria Luisa Mosele
Maria Luisa Mosele - Preghiera de Marinaio

Sofia troverà libri sulla guerra, foto, e anche due racconti scritti da suo padre pubblicati nell’Antologia Racconti navali edita dall’A.N.M. I (Associazione Nazionale Marinai d’Italia).

E anche quegli scritti nascondono un’amara sorpresa per Sofia.
Pian piano emerge l’immagine inedita di un padre vissuto indossando una maschera. Un uomo di ferro che mentiva anche a sé stesso. Come una foto che nasce lentamente dalle bacinelle con gli acidi, così prendeva forma uno sconosciuto, di cui lei fino ad allora aveva visto un solo fotogramma.


Ma nel momento in cui credeva di averlo raggiunto, ecco che lui le sfuggiva di nuovo.

Quando si trovava a un passo da lui, illusa di essere ormai riuscita ad afferrarlo, qualcosa di anomalo s’affacciava alla coscienza, come richiamato dall’eco di un tempo lontano, e le sbatteva in faccia la realtà: non era come lei pensava.

Le sue conclusioni si rivelavano troppo affrettate, sbagliate. Stava per arrendersi Sofia, quando un giorno una bambina le si para davanti con indosso il vestitino della sua infanzia, quello con l’àncora gialla di pannolenci cucita sul tessuto blu come il mare!

Ed ecco che balza davanti ai suoi occhi il ricordo nitido di lei bambina mentre sul palco recitava la Preghiera del marinaio!

Rivede gli occhi di Adelio puntati su di lei, sente come fosse allora i muscoli tesi per la paura di sbagliare davanti a tutta quella gente che la fissava.
Ancora una volta suo padre l’aveva tradita! Chi era quella ragazzina? Perché aveva quell’abito?
Non potrò mai perdonarlo diceva a sé stessa mentre, circondata dai bagagli, era pronta per tornare a Padova a riprendersi la sua vita.
Ma, ancora una volta, non aveva fatto i conti con il destino, che si divertiva a mescolare le carte per farla inciampare.
Rimane lì e dagli angoli più bui di quella casa vede riaffiorare il passato che, come un fiume carsico, porta a galla la verità sepolta dall’ipocrisia di una famiglia per bene.

Nel Video

Lucia Caponetto